Giarre
Giarre si trova sulla costa orientale della Sicilia, tra l'Etna e il mar Ionio, in declivio verso il mare, ad un'altitudine di 81 metri s.l.m., in posizione ventilata e panoramica. La città è uno dei migliori punti d'osservazione della caldera di collasso della Valle del Bove, nella quale si versano la maggior parte delle colate laviche del versante orientale del vulcano. Giarre è stata sempre risparmiata dalle colate in epoca storica, non venendo mai minacciata direttamente grazie anche alla sua relativa distanza dal vulcano. La colata del 1928 investì la vicina Mascali, giungendo alle porte della frazione giarrese di Santa Maria a strada.
Il territorio comunale è privo di sbocchi a mare e si sviluppa tra la fertile piana costiera e le prime propaggini dell'Etna, ad un'altitudine che va dai 15 ai 601 metri s.l.m. e ricade in parte nel Parco dell'Etna(un ettaro). È attraversato dal torrente Macchia, unico corso d'acqua, seppur stagionale, rilevante, che si insinua in un'ampia frattura di origine sismica a nord-ovest di Giarre. La zona nei pressi del confine con i comuni di Santa Venerina e Acireale è interessata da una serie di faglie sismiche attive che nel XX secolohanno dato origine a terremoti che hanno devastato diverse contrade come il terremoti del 1911, che danneggiò gravemente la frazione di Macchia, del 1965 e del 1971.
La popolazione risiede per quasi il 65% in città; il restante invece nelle frazioni, alcune delle quali sono divenute ormai veri e propri quartieri. La città ha subito anche un piccolo calo demografico dovuto in parte allo spostamento nei vicini comuni di Riposto, Mascali, Fiumefreddo.
All'interno del territorio comunale è presente un'enclave, la frazione Tagliaborse appartenente al comune di Mascali.
È opinione diffusa che sull'odierno territorio di Giarre, in epoca antichissima sorgesse la città di Kallipolis, fondata dai calcidesi nel VII secolo a.C. e distrutta nel 403 a.C ad opera di DionisoI, ma ad oggi, non esiste alcuna fonte certa o testimonianza storico-archeologica che attesti la correlazione tra Kallipolis e la cittadina jonica.
L'attuale Giarre nacque quindi nel XVI secolo come borgata in seno alla Contea di Mascali e grazie alle concessioni enfiteutiche di terreni coltivabili ricavati dal disboscamento, crebbe gradualmente e venne popolata principalmente da acesi e messinesi. Giarre conobbe quindi un rapido sviluppo grazie allo spostamento a valle dell'antica via consolare, avvenuto a seguito del terremoto del Val di Noto del 1693, divenendo punto di passaggio obbligato per i viaggiatori che si spostavano tra Catania e Messina. Tale strada d'origine romana, infatti, prima di questa data attraversava gli abitati di Macchia e Mascali.
Nel 1815, la città, forte della propria vivacità culturale ed economica, dopo numerosi tentativi ottenne l'autonomia da Mascali insieme ai borghi di Riposto, Torre Archirafi, Macchia, San Giovanni Montebello, Dagala del Re, Sant'Alfio e Milo; alcuni di essi, in seguito, si costituirono in entità amministrative autonome.
Durante il fascismo, con decreto del maggio 1939 i due comuni di Giarre e Riposto vennero riuniti e assunsero prima il nome di Giarre-Riposto e poi, nel 1942, quello di Jonia o Ionia. Un successivo decreto del 1945 ripristinò la situazione precedente con i comuni di Giarre e di Riposto divisi.
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